Hayuta Germogli
La mucca che voleva diventare una principessa
C’era una volta, ai piedi di una collina verde, una fattoria dove vivevano sette mucche.
Sei di loro erano felici della loro vita. Ogni mattina uscivano dalla stalla, raggiungevano il prato, mangiavano l’erba fresca e, al tramonto, tornavano tranquille a casa.
La settima, invece, aveva grandi progetti.
Si chiamava Adelina e da qualche tempo pensava che la sua vita non fosse abbastanza.
Ogni mattina si fermava davanti a una pozza d’acqua e osservava il proprio riflesso.
«Un giorno diventerò una principessa», diceva.
Margherita, la mucca più anziana, sollevava appena la testa dall’erba.
«Perché?»
«Perché una principessa vive in un castello, ha una carrozza, una corona e tutti si fermano ad ammirarla.»
Margherita la guardava con calma.
«E tu non hai già tutto ciò che ti serve?»
Adelina non era d’accordo. Era convinta che, oltre la collina, esistesse una vita molto più bella della sua: fatta di castelli, abiti eleganti, feste e persone pronte ad ammirarti.
Così, un mattino, decise di partire.
Aspettò che il contadino aprisse il cancello, passò tra due cespugli e si incamminò lungo la strada.
Camminò per ore, attraversò campi dorati, costeggiò un ruscello e salì una collina. Dall’alto vide finalmente le torri di un grande castello.
«Eccola», pensò. «La vita che ho sempre desiderato.»
Quando arrivò in città, una folla riempiva la strada. Tutti aspettavano la principessa.
Poco dopo comparve una carrozza dorata. La principessa scese accompagnata da due guardie, con un abito elegante e una corona luminosa tra i capelli. Salutò la folla e scomparve dietro le grandi porte del castello.
Adelina la osservò incantata.
Quella sera, però, la vide uscire da una porticina laterale. Non indossava più la corona né l’abito elegante. Aveva un semplice vestito e camminava scalza sull’erba.
La principessa si accorse di lei e si avvicinò.
«Come mai sei qui?»
Adelina decise di dirle la verità.
«Voglio diventare una principessa. La tua vita mi sembra molto più bella della mia.»
La ragazza abbassò gli occhi.
«È curioso. Io, a volte, desidero la tua.»
Adelina la guardò sorpresa.
«La mia?»
«Tu puoi essere semplicemente Adelina. Nessuno si aspetta che tu sia perfetta. Puoi correre nel prato, sporcarti le zampe, ridere quando vuoi e scegliere dove andare. Io, invece, devo sempre comportarmi come una principessa.»
Adelina pensò alla fattoria, al prato e alle altre mucche. Per la prima volta non vide la principessa come qualcuno che aveva tutto, ma come una ragazza che desiderava la libertà che lei dava per scontata.
«E tu, invece, che cosa desideri davvero?» chiese Adelina.
La principessa rimase in silenzio per un momento, poi sorrise.
«Vorrei poter essere me stessa.»
Quelle parole rimasero sospese nell’aria, leggere e profonde allo stesso tempo.
Adelina abbassò lo sguardo. Forse non aveva mai desiderato davvero diventare una principessa. Forse aveva soltanto pensato che, per essere felice, avrebbe dovuto diventare qualcun’altra.
Quella sera rimasero a parlare a lungo. Adelina raccontò della fattoria, del prato e delle altre mucche. La principessa le parlò del castello e di tutte le volte in cui aveva desiderato uscire di nascosto per correre libera su una collina.
Mentre si raccontavano le loro vite, capirono di avere qualcosa in comune: entrambe avevano passato molto tempo a desiderare la vita di qualcun altro.
Quando arrivò il momento di salutarsi, Adelina si accorse di non desiderare più il castello.
Voleva tornare a casa.
Il viaggio di ritorno sembrò molto più breve. Quando arrivò alla fattoria, il sole stava tramontando e Margherita era ancora nel prato.
«Allora?» le chiese. «Sei diventata una principessa?»
Adelina sorrise.
«No. Ho capito che non voglio diventare qualcun’altra.»
Margherita annuì.
«E cosa vuoi diventare?»
Adelina guardò la collina, la stalla e il prato. Per la prima volta non sentiva il bisogno di avere una risposta.
«Non lo so ancora. Ma voglio scoprirlo.»
Da quel giorno continuò a sognare, ma i suoi sogni cambiarono.
Non desiderava più la vita di qualcun altro. Voleva scoprire la propria.
Ogni tanto si fermava davanti alla vecchia pozza d’acqua e guardava il suo riflesso. Non cercava più una principessa.
Cercava Adelina.
Una riflessione
Passiamo molto tempo a guardare ciò che hanno gli altri e a immaginare come sarebbe la nostra vita se fossimo diversi, più belli, più forti o più fortunati. E, mentre cerchiamo di diventare qualcun altro, rischiamo di dimenticare chi siamo già.
Adelina aveva attraversato una collina per capirlo.
Noi, forse, non dobbiamo andare così lontano.
A volte basta fermarsi, ascoltarsi e guardarsi davvero.
E ricordare.
Ricordati chi sei.
Non perché tu debba tornare a essere quello che eri, ma perché, quando sai chi sei, puoi finalmente scoprire tutto ciò che puoi diventare.
Hayuta Germogli
Piccole storie di vita, natura e trasformazione.
