La zucca nasce dal silenzio della terra.
Si lascia attraversare dal sole, dalla pioggia, dal tempo e senza far rumore diventa piena.
Forse è proprio questo l’insegnamento più profondo:
LA VITA NON HA BISOGNO DI ESSERE FORZATA PER COMPIERSI.
Ci sono stagioni in cui sembriamo fermi, inermi sotto il peso dell’attesa, eppure, in un luogo invisibile dentro di noi, qualcosa sta crescendo.
La zucca ci invita a tornare alla terra,
a ricordare le nostre radici,
a custodire ciò che ancora non ha un nome.
La sua scorza racchiude una polpa dorata
e dentro quella polpa riposano i semi:
piccole promesse di vita, possibilità ancora addormentate
COSÌ SIAMO ANCHE NOI.
Noi che custodiamo al nostro interno semi che nessuno vede,
sogni che attendono il loro tempo,
ferite che possono trasformarsi in saggezza.
desideri che hanno bisogno di silenzio prima di diventare realtà.
La zucca ci insegna che la protezione è sacra.
Non tutto ciò che custodiamo deve essere mostrato subito.
Ci sono tesori che hanno bisogno dell’oscurità per prepararsi alla luce.
E quando arriva il momento di aprirsi,
la polpa della zucca ci ricorda l’abbondanza.
NON SIAMO VUOTI, ANCHE QUANDO CI SENTIAMO TALI.
Dentro di noi esiste molto di più di ciò che riusciamo a vedere.
E i semi…
… i semi sono forse il messaggio più potente.
Perché ogni seme porta in sé un futuro invisibile.
IL PROBLEMA NON È LA FINE, MA IL FINE PER CUI TUTTO ACCADE.
E la zucca ce lo ricorda.
Infatti la fine non è sempre una fine, perché
ciò che lasciamo andare può diventare nutrimento e
ciò che sembra piccolo e fragile può dare origine a una nuova vita.
Ritorna alla tua terra.
Respira il tuo tempo.
Non aver paura delle stagioni in cui nulla sembra accadere.
Nel buio, la vita sta preparando le sue radici.
Custodisci il tuo cuore, ma non chiuderlo.
Lascia maturare ciò che sei.
E quando sentirai che è giunto il momento,
apriti alla luce.
Ricorda:
Dentro di te esistono semi che ancora non conosci.
Alcuni diventano sogni,
altri guarigione,
altri ancora amore.
Non avere fretta di fiorire.
LA TUA ANIMA CONOSCE GIÀ IL TEMPO DELLA TUA PRIMAVERA.
Testo di Barbara De Negri